Finalmente “habemus Consulta”! Dopo mesi di voci, elenchi fatti, rivisti, ridotti, aumentati, dopo aver riscritto (e gonfiato a dismisura) il relativo regolamento per meglio calibrarlo ai propri fini, il Consiglio di amministrazione ha nominato la “nuova” Consulta dei soci, formata da “ben” 10 nominativi, dei quali solo 2 appartenenti al genere femminile.
Un gruppo così sparuto che non può certo interloquire (e meno che mai rappresentare) i circa 8.000 soci (noi ovviamente continuiamo a escludere i morti), tant’è che in passato la consistenza era ben altra: p. es., nel 1999 (quasi trent’anni fa), i soci erano circa 1.800 e la Consulta era formata da 30 (trenta!) nominativi, che rappresentavano adeguatamente zone geografiche e categorie di professioni, arti, mestieri, condizioni. Cose ordinarie per quei tempi.
E invece, questa “nuova” Consulta, a cui il C.d.a. ha “chiamato” residenti (o comunque espressioni) di soli 6 Comuni (Battipaglia, Eboli, Giffoni Valle Piana, Montecorvino Rovella, Olevano s. Tusciano e Salerno) a fronte dei 47 della zona di competenza, lascia senza alcuna rappresentanza quasi 2.500 soci residenti in altri Comuni e tutti i soci agricoltori, artigiani, operai, commercianti, imprenditori, impiegati, consumatori, studenti e di tante altre categorie.
Il C.d.a., cioè, ancora una volta si è scelto gli interlocutori e ha fatto in modo che siano pochi (con la conseguenza, per dirne una, che la rappresentanza di Battipaglia, con 2.300 soci, è la stessa, se non inferiore, a quella di Giffoni Valle Piana, che conta solo 200 soci) e con le caratteristiche che ognuno sa o comprende (la composizione è stata costruita in “laboratorio”, come si capisce chiaramente leggendo i nomi dei membri della Consulta), mentre i nostri Referenti territoriali (si leggono qui) sono residenti in 16 Comuni della zona di competenza, sono 35 (trentacinque!), ma destinati ad aumentare ulteriormente, sono espressione di tutte le categorie economiche e sociali e, soprattutto, hanno deciso loro di assumere tale veste.
Perché il C.d.a. non ha fatto la stessa cosa? Perché non è stato chiesto a tutti i circa 8.000 soci chi era disponibile a ricoprire tale ruolo? La risposta è ovvia e banale, ma conferma quanto da tempo sosteniamo.
In ogni caso, noi auguriamo buon lavoro a questo organo consultivo e attendiamo di leggere i verbali delle riunioni – a cominciare da quello di insediamento – che si terranno, così da poter comprendere con quale frequenza essa si riunirà, quali contributi di proposte, segnalazioni, esigenze, suggerimenti, informazioni, ecc. saranno portati all’attenzione del C.d.a. e chi dei componenti se ne renderà autore o portavoce, così come aspettiamo di conoscere nel dettaglio i costi di ogni tipo delle attività e delle riunioni di tale organo.
Tra qualche giorno la prossima puntata dell’inesauribile racconto, che sembra irreale, ma è purtroppo vero…
