Venerdì 20 febbraio il dr Federico Del Grosso ha annunciato di essersi dimesso dalla presidenza della Fondazione Cassa Rurale di Battipaglia, costituita, finanziata e controllata dalla BCC Campania Centro.
Il lungo post facebook di Del Grosso conferma tutte le censure che abbiamo mosso da tempo (possono essere rilette qui) alla gestione della Fondazione e le connesse responsabilità della “governance” della BCC, pone nuovi interrogativi e mostra, nel contempo, anche qualche apprezzabile atteggiamento.
Ed invero, nonostante l’autodifesa di Del Grosso, nessuno si è mai accorto dei benefici che i soci della BCC e le comunità avrebbero tratto dalla (esigua) attività della Fondazione, così come nessuno sa in cosa consista la “fruttuosa” gestione dei fondi attraverso l’immobilizzazione di oltre 2,5 milioni di euro in un prodotto finanziario (di cui la Fondazione e la BCC non indicano il valore attuale), che ha impedito guadagni certi per centinaia di migliaia di euro e ha bloccato (e forse ancora blocca) l’utilizzo di risorse per perseguire gli scopi della Fondazione, le cui voci di “spesa” sono da anni quasi solo i compensi ai propri amministratori, revisore e segretario.
Quanto alla sciagurata operazione del Convento di Montecorvino Rovella, la “brillante” soluzione consisterebbe nella “dismissione” dello stesso! Ma chi ha deciso di avviare tale iniziativa? E quanto è costata sinora alle casse della Fondazione senza offrire alcun ritorno? Poi ci sono gli altri interrogativi sollevati dalle recenti parole di Del Grosso:
1) quali sono state le “iniziative” della Fondazione “a beneficio” della “governance” (amministratori, sindaci e direttore) di “Banca Campania Centro”?
2) perché il “Documento Programmatico Previsionale 2025-2026” è stato “elaborato” dal c.d.a.
della Fondazione a ottobre 2025, e cioè dopo ben 10 mesi dall’inizio del periodo di “previsione”?
3) come mai il c.d.a. della BCC Campania Centro da ottobre 2025 al 20 febbraio 2026 non ha esplicitato la mancata condivisione del piano? Saranno stati gli impegni per la rassegna teatrale?
4) se è vero (e pensiamo sia vero) che fino a pochi mesi fa c’è stata una “sincera sintonia di intenti” tra “c.d.a., presidenza e direzione” della BCC e gli organi della Fondazione (ed è sicuramente così, visto che gli organi della Fondazione sono nominati dal c.d.a. della BCC Campania Centro, che è quindi l’unico responsabile delle azioni e delle omissioni degli organi della Fondazione), vuol dire che tutto ciò che ha fatto quest’ultima, investimenti finanziari compresi, da giugno 2020 a ottobre 2025 sia stato pienamente condiviso (se non addirittura promosso o disposto) dagli organi della BCC. È così? (ma questa è domanda solo retorica, essendo certa la risposta affermativa!).
A Del Grosso va però almeno riconosciuto di aver avuto un sussulto di dignità e di coraggio nel dimettersi e di aver reso anche subito pubblici il gesto e le motivazioni.
A questo punto dobbiamo pensare che il dr Del Grosso completerà l’opera intervenendo alla prossima assemblea di aprile della BCC per dire ai soci della Banca perché ha atteso fino a febbraio 2026 per dimettersi, spiegando anche i meccanismi di collegamento operativo e decisionale tra gli organi della BCC Campania Centro e quelli della Fondazione.
Ora, dopo la “fuga” di luglio 2025 dell’ex direttore appena arrivato, dopo le dimissioni del presidente (e, pare, del vice presidente e di un consigliere, queste però mai rese pubbliche) della Fondazione, dopo il “terremoto” in arrivo nella composizione della lista del collegio sindacale della Banca, resta l’ultimo atto: le dimissioni – per manifesta incapacità (e ci fermiamo qui per carità di patria) – del presidente e di quasi tutti i consiglieri della BCC Campania Centro.
